lunedì 25 gennaio 2010

PRIMARIE CENTRO-SINISTRA: VINCE NIKI VENDOLA


Alla fine è arrivata, come una stoccata, la notizia della vittoria di Niki Vendola alle primarie del Centro-Sinistra in Puglia. Questa volta si può dire: in sintonia con ogni prospettiva e sondaggio, il “ciclone Vendola” o il “Comandante Niki”, così com’è stato definito alla vigilia delle votazioni, ha sbaragliato la concorrenza, sostenuto da molteplici personaggi dello spettacolo (Riccardo Scamarcio), da illustri nomi come Dario Fo e Franca Rame, ma anche da diversi artisti italiani e dallo stesso Beppe Grillo, che hanno preso posizione in favore del Presidente uscente. Nonostante la posizione trasversale rispetto alla sua candidatura di UDC (per Casini sarebbe stato impossibile aprire uno scenario di possibili alleanze ove fosse stato proprio Vendola il candidato) e di ciò che resta del Partito Democratico, quasi 200 mila persone sono andate a votare nella giornata di ieri ed hanno dato ragione al leader di Sinistra Ecologia e Libertà. È servito a poco anche il sostegno, dato nelle ultime ore all’avversario Francesco Boccia, di Franco “Califfo” Califano, il quale ha seguito il candidato PD sconfitto nella sua campagna elettorale. I numeri parlano chiaro: innanzitutto c’è stata un’affluenza ai seggi (aperti dalle 8 alle 21) che è triplicata rispetto a 5 anni fa; inoltre, più del 73% degli elettori, contro il restante 27, ha deciso di continuare sulla strada intrapresa da Vendola nella gestione e nell’amministrazione della sua regione. Insomma il “referendum su D’Alema”, che ha appoggiato apertamente Francesco Boccia in un acceso dibattito all’alba delle primarie ed a cui il Presidente uscente della regione Puglia ha risposto attraverso una video-lettera sul suo blog, ha dato esiti molto negativi ed ora rischia di finir sotto le macerie di un partito che, come sosteneva lo stesso Niki Vendola, “di tutta la grande narrazione politica Comunista, quelli come D'Alema e Bersani hanno conservato un solo tratto, il fascino supremo del comando”. Se poi è vero che le primarie in Puglia potessero essere un ottimo laboratorio nazionale, così come ha provato a farle diventare lo stesso Partito Democratico cercando di attuare una coalizione parlamentare con IdV e l’UDC di Casini, la situazione si fa ancora più complessa. L’elettorato pugliese, e forse non solo quello, ha deciso di dare fiducia ad un ottimo comunicatore, capace, come ho scritto anche ieri, di modernizzare una Sinistra dalla forte identità e di farla rinascere, in qualche modo, dalle sue stesse ceneri, portandola ad avere un’idea alternativa che non si fermi alla pura e semplice opposizione, ma che riesca ad essere propositiva nelle intenzioni. Il prossimo appuntamento per Niki Vendola adesso sarà quello di marzo, per le vere e proprie regionali, in cui cercherà di avere lo stesso risultato contro il candidato PdL, Rocco Palese, di cui proprio oggi il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha fatto il nome.

2 commenti:

  1. Vendola ha stravinto le "primarie" in Puglia,anke se poi primarie nn sono visto ke a presentarsi erano 2 candidati di partiti diversi (Boccia PD e Vendola Sinistra Ecologia e libertà),è questo dovrebbe essere un forte segnale x il PD, visto ke ha vinto il candidato ke aveva meno appoggio da parte del partito.
    http://www.loccidentale.it/articolo/la+puglia+mostra+la+vera+differenza+tra+pd+e+pdl.0085220

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  2. Riccardo Scano26 gennaio 2010 02:10

    Innanzitutto mi fa molto piacere che tu abbia commentato il mio articolo sul blog. Ho letto, inoltre, l'articolo del link che mi hai lasciato. Volevo chiederti: è il tuo? In linea di principio trovo che che primarie siano un ottimo sistema per la scelta del candidato, pure se, ed in questo devo darti ragione, il caso della Puglia rimane un caso a parte. A differenza della tua posizione trovo invece che una ventata di democrazia all'interno del PdL farebbe molto bene, in primo luogo per rispetto degli stessi elettori, in secondo luogo per abbattere quell'idea di "caposupremo" che ancora alloggia nella mentalità di centro-destra. Non credo di essere l'unico a pensarlo, vedi la corrente finiana. Trovo che sarebbe stato più opportuno per il PD, come è successo nel Lazio, iniziare a proporre facce nuove e strategie alternative rispetto a quella seguita finora, la quale mi sembra abbastanza fallimentare. Concordo con l'idea di Francesco Piccolo, giornalista de L'Unità, che hai riportato tu: queste primarie, così come sono state fatte, rischiano di creare divisioni sinceramente poco produttive, invece che ragionare sui programmi da attuare. Il gioco di D'Alema e Bersani di parlare di "democrazia" e di "sostegno a Vendola" nelle ore del dopo sconfitta, con il quale hanno cercato in qualche modo di tappare il buco che si era creato, suonano come tremendamente ipocrite. Resta, in ogni caso, che il plebiscito di ieri ha consegnato a Niki Vendola un esito molto positivo sulla sua amministrazione e, mi permetto di dirlo, sulla sua idea di sinistra.

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